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Museo di Arte Sacra “Cavaliere – Argentiero”

Piazza Orsini del Balzo, 72023 Mesagne BR


L’ex Palazzo Cavaliere di proprietà del Monastero Benedettino di San Pietro di Ostuni è stato destinato a Museo di Arte Sacra in concerto con la Parrocchia di Ognissanti di Mesagne con finanziamenti Regionali (Del. CIPE N. 3/2006), con soggetto Attuatore il Comune di Mesagne, la supervisione e il coordinamento di madre Anna Attanasio e don Angelo Argentiero, venuto a mancare nel settembre del 2014, e l’avv. Mario Sconosciuto in qualità di delegato in tutto dal Monastero di San Pietro in Ostuni.”



Il museo di Arte Sacra “Cavaliere-Argentiero” di sera

Il portale, tra due lesene lavorate a bugnato che sostengono capitelli corinzi, forma un arco a sesto tondo circondato da motivi floreali.
Il portone in legno è sormontato da lunetta decorativa.

La trabeazione fa da base per la balconata con colonnine in pietra.



INGRESSO



Stanza numero 1 – Monastero di San Pietro

La prima sala intitolata Monastero di San Pietro accoglie il visitatore ponendo in mostra argenti, tra i quali il crocifisso con base in argento commissionato dalla badessa Giustina De Benedictis del 1683, paramenti di proprietà della comunità benedettina e lo splendido ovale raffigurante la Madonna del Carmine.



Monastero di San Pietro

Attualmente non si è in possesso dell’atto di fondazione del Monastero di San Pietro in Ostuni, pertanto la data approssimativa è stata ricavata dalla consultazione e dalla comparazione di fonti storiche diverse.

Il chiostro viene menzionato per la prima volta in un manoscritto dell’Archivio della Curia Vescovile di Ostuni datato 15 marzo 1519, quando per la costruzione del convento venne abbattuta la casa di un certo Mathei de Claricia, costruzione sicuramente terminata nel 1533. In quello stesso anno, inoltre, la regina di Polonia Isabella Bona Sforza, Signora primaria di Ostuni, donava al monastero “alcune case e terre di pertinenza del Castello esistente nella cima della città”.

 Per far fronte al rapido aumento del numero delle monache, ben presto si rese necessario un ampliamento dell’ormai insufficiente e precario edificio monastico e dell’annessa chiesa, mediante l’acquisto nel 1658 del palazzo degli eredi di Antonio Lercario, nobile ostunese.

Nel 1723 con l’acquisto del palazzo di Francesco Paolo Sandalari si cercò di migliorarne ulteriormente i servizi e nel 1725 si contavano infatti ben 32 monache e 6 converse.



Dalla Platea, ovvero un registro di beni conservato nello stesso chiostro, il monastero risultava essere composto da un primo piano con stanze per riporre legna, olio, formaggio e salame; un secondo piano con cucina, il refettorio, un camerone dove lavorare la pasta, tre parlatori, uno per il ceto basso, uno per i nobili e un altro destinato alla visita dei superiori e un forno ad uso delle monache con calderoni per cuocere il vino mosto.

Per mezzo di una rampa di scale si accedeva al terzo piano dove abitavano le religiose coriste, laiche e serve in camere con letti detti arcuovi e dove «faticano le coriste e per istruire le Educande ed a fior de quali vi è un belvedere di una loggiata con teste di fiori ed altri arboscelli, vi è il coro da officiare; vi sono dei magazzini ed altri comodi».

Il quarto piano era invece composto di più camere per le educande e la maestra delle stesse.

Successivamente l’esistenza della comunità benedettina ostunese venne messa seriamente in pericolo durante il decennio francese con i decreti di soppressione degli ordini religiosi di Giuseppe Napoleone del 13 febbraio 1807 e di Gioacchino Murat (7 agosto 1809).  Con il vescovo Diego Planeta (1841-1848), con conclusione capitolare del 22 gennaio 1850 decidevano di ricostruire il monastero in un corpo unico, quale si può ammirare ancora oggi in tutta la sua austerità e imponenza nel centro storico di Ostuni.



S.PIETRO APOSTOLO.

 

Scultura lignea policroma su trespolo, con abiti in tessuto. A San Pietro Apostolo è dedicato il Monastero Benedettino di Ostuni.

Dopo i Santi Benedetto e Scolastica, l’Apostolo è invocato dalle monache come loro particolare protettore.

La statua simboleggia S. Pietro rattristato, sicuramente si fa riferimento al momento in cui egli si rende conto di aver rinnegato Gesù. Attribuibile, dunque, a questa immagine l’appellativo di “Penitente”. Il Santo reca con sé le chiavi, simbolo del Ministero Petrino, affidatogli da Gesù, e in forma del tutto eccezionale il Pastorale, segno dell’Episcopato, che indica la guida e la premura nel pascere il gregge di Dio

 



Pianeta. Tessuto di colore rosso ricamato in oro.
La pianeta è l’abito distintivo del sacerdote.
Indossata sopra gli altri paramenti è simbolo della carità che copre una moltitudine di peccati



Stanza numero 2 – Gli argenti

Ci si immerge quindi nella meraviglia degli Argenti nella seconda sala, dove è esposta solo una parte di quanto è registrato nei secoli dai documenti archivistici dell’arte argentaria del Capitolo di Mesagne e del Monastero delle Benedettine di Ostuni.
Questa parte è però di tale interesse e qualità da documentare ampiamente il prestigio religioso e politico dei due Enti.
La produzione argentaria fa capo agli artigiani napoletani.

Croci argentate, tabernacoli, calici, navicelle, cucchiaini, lampade, coppe, secchielli, aspersori, incensieri, navette, turiboli, ampollieri, anelli, vasetti, portella di tabernacoli, guantieri, vassoi, vasetti in argento fuso, sbalzato, cesellato o parzialmente dorato.

 



Continua il Tour in Piazza Orsini del Balzo!
Ancora due Piani del palazzo da Visitare!

 

FONT :
​http://www.brundarte.it/2013/04/28/museo-di-arte-sacra-cavaliere-argentiero-mesagne-br/