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Palazzo Lanfranchi

1 Piazza Pascoli Giovanni Matera

Il palazzo Lanfranchi, sede oggi del Museo di Arte Medioevale e Moderna della Basilicata, non è solo un elegante raccoglitore di oggetti e testimonianze del territorio, esso rappresenta uno strumento utile per capire meglio l’intera realtà lucana del passato.
La costruzione è stata eretta nel Seicento come seminario diocesano per volere del vescovo Vincenzo Lanfranchi (1665-1676), il quale affidò il progetto al frate Francesco da Copertino.

 

L’edificio, costruito dal 1668 al 1672, presenta una struttura rivolta verso la parte nuova della città (cioè il “piano”), verso l’attuale piazzetta Pascoli, e ingloba al suo interno la preesistente chiesa del Carmine. Per la sua collocazione il palazzo rappresenta il primo segnale di espansione cittadina che va al di fuori dei Sassi, oltre che il massimo monumento barocco a Matera.



Al piano terra sono presenti le sale che ospitano la documentazione della Soprintendenza, ovvero la biblioteca, la fototeca ed il catalogo, oltre che le sale Pascoli e Levi, destinate a mostre e manifestazioni culturali. In particolare la sala Levi, che raggruppa ben 44 opere dell’artista torinese, accoglie il famosissimo grande pannello “Lucania ’61” (foto in alto), la visione che l’intellettuale Levi ebbe della Basilicata durante il suo periodo di confino.

L’esposizione museale si concentra al primo piano, suddivisa in quattro sezioni. La sezione “Arte Sacra” raggruppa più di 100 opere d’arte in legno e marmo provenienti da chiese del territorio lucano, la maggior parte non ha più la collocazione originaria, altre concesse in prestito temporaneo dall’Ente Ecclesiastico. Le più importanti sono l’Annunciazione di Aurelio Persio e l’Ultima Cena di Giovanni Todisco.

La collezione d’Errico, nella sezione “Collezionismo”, comprende una selezione di tele di scuola napoletana databili tra Seicento e Settecento, appartenenti all’Ente Morale Camillo d’Errico di Palazzo San Gervasio, fondamentale testimonianza di collezionismo privato in Basilicata.
Importanti opere di Carlo Levi, Luigi Guerricchio e Rocco Molinari sono contenute nel padiglione “Arte Contemporanea”.

Nell’ultima sezione, quella “Demoetnoantropologica”, sono esposti oggetti della cultura materiale lucana raccolti durante i primi decenni del ‘900.
Il secondo piano presenta la sala delle Arcate, ricavata dall’unione delle aule fatte costruire da monsignor Di Macco, la quale ospita esposizioni temporanee, conferenze e convegni.