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Cattedrale di Santa Maria Assunta Verificato

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La facciata della cattedrale è caratterizzata dai due alti campanili a due ordini (in quello sinistro tre, con il primo romanico) raccordati tra loro da una loggetta balaustrata sovrastata da un timpano, visibili anche dall’esterno della stessa Altamura; dalla piccola loggia si affaccia una statua della Vergine Immacolata, mentre le statue dei Santi Pietro e Paolo si trovano ai lati sul timpano.

Sotto la loggetta v’è il rosone del Trecento, con una raggiera a 15 raggi ed al centro il bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei. A sinistra del rosone vi sono tre stemmi: quello centrale apparteneva all’imperatore asburgico Carlo V. Gli altri due stemmi sono stati voluti da Pietro da Toledo e dall’arciprete Salazar, a cui si devono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Cinquecento. Spostandosi ancora a sinistra vi si trova una bifora con raffinati decori di ascendenza orientale, espressioni del linguaggio del gotico federiciano. Tale bifora adornava l’antica facciata al posto del rosone, che solo in epoca gotica diventerà un elemento caratteristico delle facciate.

La facciata culmina con il portale del trecento, racchiuso all’interno di un protiro sporgente sostenuto da due colonne appoggiate su due leoni (del 1533), e terminante in un timpano, al centro del quale si trovano due stemmi, quello degli Angiò di Napoli e quello dei principi di Taranto e signori di Altamura: questi permettono di datare il portale tra il 1356 ed il 1374. Il portale è un vero trionfo di decorazioni e sculture, con soggetti biblici: nella lunetta è raffigurata la Vergine in trono con Bambino e due angeli; nell’architrave è raffigurata l’Ultima cena; negli archi sono scolpite 22 scene evangeliche della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste.

La basilica è a tre navate, suddivise da colonne e pilastri, con matronei. I capitelli di stampo bizantiniano e le relative verticalizzazioni (pilastri e colonne) sono (insieme ai matronei e all’abside posto a sinistra del portale) le uniche testimonianze ancora visibili della cattedrale federiciana del XIII secolo. Il ricco soffitto ligneo è decorato con stucchi d’oro. La navata centrale termina con l’imponente altare maggiore settecentesco, iniziato dal marmorario Ghetti nel 1763 ed ultimato nel 1793. La pala d’altare è di Leonardo Castellano e raffigura la Vergine Assunta (1546). Il presbiterio è poi arricchito da uno sfarzoso coro in legno di noce datato 1543, di impronta manierista; dall’ambone in pietra, con scolpite scene della vita di Gesù; e da un pulpito ligneo anch’esso del Cinquecento. Di grande importanza sono le cappelle delle navate minori. Sono sei per ogni lato, e nello specifico la prima e la quarta della navata sinistra sono le più ampie. La prima contiene un presepe in pietra policroma del 1587, e la quarta è dedicata a San Giuseppe. Essa è in stile barocco, e contiene un altare (in marmo policromo anch’esso), sopra cui si erge la statua di San Giuseppe (patrono minore della città) che tiene per mano il Bambin Gesù, entrambi racchiusi in un baldacchino che si incastra nella parete di fondo che assume l’andamento “concavo/convesso” tipico barocco. Quattro pennacchi decorati con pregiati stucchi reggono una piccola cupola (non estroflessa all’esterno) a base ovale che si chiude con una piccola “lucerna”.

Nella basilica è conservato inoltre una tela di Domenico Morelli raffigurante la Conversione di San Paolo (1876).


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