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Chiesa di Santa Maria Nuova Verificato

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La Chiesa di Santa Maria Nuova a Viterbo ospita la parrocchia più antica della città ed è da sempre un punto di ritrovo non soltanto per i fedeli ma per tutta la comunità di Viterbo.

 

L’architettura e le ricchezze della Chiesa

 

Ricevuta dal vescovo Giselberto come dono da parte della famiglia del prete Biterbo, questo è il luogo di culto che ebbe tra le funzioni più inusuali ed insolite della città.

Risalente probabilmente al VI secolo, la Chiesa Santa Maria Nuova a Viterbo si presenta nella sua austera articolazione, tipica del romanico, sebbene vi siano alcuni elementi artistici originali di rilievo che la caratterizzano.

Per esempio, ammirando dall’esterno la struttura, lo sguardo sarà rapito da un pulpito in pietra, collocato sulla parte alta della facciata. L’importanza di questo elemento è data dal fatto che proprio da quel pulpito parlò San Tommaso d’Aquino durante la sua evangelizzazione.

Come la Cattedrale, monasteri o santuari del viterbese, anche la Chiesa di Santa Maria Nuova ha subito alcuni ammodernamenti, per esempio la copertura in legno venne sostituita da pianelle a tempera. Furono, in seguito, aggiunti nuovi ingressi e ridimensionate le finestre, di pari passo alla costruzione delle cappelle della Madonna del Sacro Cuore e del Salvatore.

Di particolare bellezza è il chiostro al suo interno, chiamato longobardo con riferimento al periodo in cui venne costruito e originariamente utilizzato come cimitero nel 1600 e in seguito ripristinato. Gli ultimi lavori di rifacimento risalgono agli anni ‘60.

 

La Chiesa che diventò Comune

 

La Chiesa di Santa Maria Nuova è fortemente collegata alla storia dello sviluppo politico, sociale ed economico della città.

Per circa un secolo, infatti la sua Canonica fu al centro della vita dei viterbesi perché divento il tesoriere della città.

Alla fondazione della parrocchia, Viterbo era sprovvisto di un Palazzo Comunale, in cui disbrigare e archiviare la documentazione del pubblico ufficio e fu per questo motivo che la Chiesa di Santa Maria Nuova venne scelta per custodire atti amministrativi, bilanci, planimetrie, conti pubblici, e si trasformò nel luogo in cui si riunivano le assemblee popolari e i consigli generali. L’edificio conservava, inoltre, l’urna del Bussolo, dalla quale si eleggevano i cittadini impiegati nella pubblica amministrazione.

Alla struttura si riserva oggi un trattamento marginale, ma ebbe per oltre un secolo il privilegio di custodire le documentazione finanziaria e non solo di Viterbo.

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