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Sito Archeologico Messapico Verificato

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Nel Sito Archeologico Messapico di Vico Quercia di Mesagne, gli insediamenti datati dal IV secolo a.C., si avvicendano a zone di necropoli e spazi rivolti ad impiego agricolo e pastorale. 

 

Formazione della Necropoli

 

Nel periodo che va dal IV secolo a.C., vede l’edificazione delle cerchie murarie della città, riconducibile al voler strutturare la superficie urbana. I clan si serbarono la zona centrale all’interno delle mura, coincidente all’area dell’antico abitato iapigio.

Attraverso la via caratterizzata da sepolture ad enchytrismos, che furono erette in modo ordinato, vi sono imponenti tombe a semicamera, rivolte a famiglie di un ceto elevato, dal termine del IV al II secolo a.C.

L’area venne resa più sacra con la realizzazione di un spazio circondato a grandi blocchi oltre la muraglia. All’interno del recinto, i diversi reperti archeologici consentono di spiegare la loro funzione, collegata probabilmente alla devozione degli antenati

 

Ritrovamenti e descrizione delle tombe nel Sito Archeologico Messapico di Mesagne

 

Nell’età arcaica e in quella ellenistica, in Messapia, vi era di consueto, il riutilizzo di una struttura tombale per più tumuli della stessa famiglia o parentale; le precedenti deposizioni erano sistemate vicino una testata, in un’infossatura fatta sul fondo della tomba, o all’esterno della stessa. 

Nella Necropoli le tombe a cassa e a semicamera erano destinate per lo più a clan familiari di ceto elevato, avevano stanzini esterni, nicchie nei muri coperte da lastroni, tutti questi elementi erano destinati ad ospitare i resti ossei dei defunti ed il corredo delle antecedenti deposizioni. Un evento, riconoscibile in molte delle sepolture a semicamera, ritrovate nel 1997, dentro un edificio privato, come nelle tombe 3 e 6, in queste vi era un ripostiglio adiacente alle testate Nord/Ovest, per il collocamento delle spoglie più arcaiche.

Nella tomba 6, il ripostiglio, era ricavato dentro la fossa, diviso da essa dal muro della testata, ma comunicante mediante un passaggio, era chiuso da una lastra in pietra posta su cardini girevoli. Decorata con una riproduzione a rilievo di un cancello, che simboleggia l’accesso all’oltretomba. La tomba 2, è tra quelle più menzionate nella letteratura archeologica dei primi del Novecento, in essa un’iscrizione scolpita, riporta il nome di due defunti.

Queste strutture di arte funeraria, ellenistiche in Messapia, accrescono lo scenario archeologico della pittura funebre dell’epoca. Si poteva definire uno stile ornamentale a zone, con aree totalmente campite dal colore di prevalenza rosso, avvicendate ad aree non dipinte. Questo stile si estese dalla fine del IV secolo a.C. per la sua elementarità, resistette a lungo in Messapia.

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