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La Cripta della Madonna delle Grazie è una delle prime tracce che testimoniano la civiltà e le celebrazioni greco-bizantine a Carpignano.

La Cripta della Madonna delle Grazie e le antiche opere bizantine

La cripta di Santa Cristina, meglio conosciuta come Cripta della Madonna delle Grazie, conserva alcuni tra i più rilevanti affreschi del sud Italia.

Nel 1999 e per alcuni anni successivi è stata attiva un’opera di restauro degli ambienti che ha regalato diversi teli ed icone bizantine di grandissimo valore. Si stima che vi siano le opere di almeno tre grandi artisiti, Teofilatto, Eustazio e Costantino, che hanno lavorato con piccole lanterne e firmato queste opere antichissime.

Nella cripta inoltre, in base alle condizioni della roccia, si continuano a scoprire ancora oggi, a diversi anni dalla scoperta ed il restauro, citazioni e frasi incise sulle pareti che arricchiscono il patrimonio culturale bizantino.

La struttura della cripta a Carpignano

La cripta è dodata di due navate e tre absidi, i quali possono essere distinti in tre ambienti distiniti.
 

  • Nartece: luogo in cui attendeva chi non aveva ancora ricevuto il battesimo, decorato da alcuni dipinti e separato dagli altri ambienti da una tenda.

  • Naos: area dedicata ai battezzati che assistivano alle celebrazioni

  • Bema: area eslusivamente utilizzata dagli officianti
     

Grazie alla struttura ed alle opere che conserva, questa cripta, risulta essere un luogo fortemente suggestivo.

 


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