Culto dei santi medici

Bitonto Bitonto BA


Ogni anno la città di Bitonto festeggia i santi medici due volte. La prima coincide con la solennità liturgica latina che si celebra il 26 settembre. Quel giorno i fedeli partecipano alle celebrazioni liturgiche con inni, canti, preghiere e novene. La seconda, definita esterna, fu fissata nella terza domenica di ottobre dalla Curia vescovile di Bitonto nel 1733 ad opera del parroco don Giuseppe Carlo Minnuto. Questa data tra l'altro permetteva alle popolazioni rurali di portare a termine tutte le attività legate alla campagna vinicola.

La festa esterna è basata su due eventi essenziali, la così chiamata “Nottata” e la processione detta "Intorciata" che dura l'intera giornata. La processione ha inizio con l'uscita delle statue dal santuario: dopo aver passato il portale della chiesa con una certa lentezza, le Statue sono accolte con un lungo applauso e vengono liberate stormi di colombe e palloncini che volano sulla piazza antistante. La processione termina in serata con l'ostensione delle reliquie e la messa solenne nel santuario, celebrata dall'arcivescovo.



Tanti sono i fedeli che raggiungono Bitonto per l'evento che ormai ha travalicato i confini regionali: si stima infatti che tra pugliesi, lucani, molisani, e campani, siano in 100 000 a riversarsi in città. Molti fedeli residenti nei centri vicini, per devozione raggiungono Bitonto a piedi. Moltissimi giungono ai piedi delle statue che vengono baciate. Alcuni seguono la processione con lo sguardo rivolto alle statue dei due Santi e camminando all'indietro; tra questi ce ne sono alcuni che portano lungo l'intero percorso pesanti ceri, alti anche 2 m e del diametro di 50 cm, camminando scalzi.

Questi ultimi, che si posizionano davanti alle statue (dietro l'intera folla), accompagnano alcuni gruppi di partecipanti che cantano la devozione ai due santi. In particolare c'è un uomo che canta le strofe e altri gruppi di partecipanti, sparsi per l'intera folla, che lo accompagnano con un ritornello (la voce arriva tramite particolari megafoni posti a una certa distanza l'uno dall'altro). Senza mai fermarsi, neanche quando la voce gli viene a mancare questa persona canta per tutta la durata della processione. Durante la festa si tiene inoltre una fiera tradizionale. Cibi tipici di questa occasione sono focaccia e sedano (fecàzze e jàcce).

Fonte: Wikipedia