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Museo della Città – Palazzo della Frumentaria Verificato

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IL CONTESTO URBANO

La Frumentaria rappresenta il primo esempio di deposito annonario appositamente costruito in Sardegna per la custodia del grano da encierro, ovvero lo stoccaggio del fabbisogno annuale delle città. La parola spagnola encierro, letteralmente “chiusura”, si riferisce alla procedura imposta ai produttori di grano
dai rispettivi municipi in relazione all’approvvigionamento annonario.
Con la Carta del 13 gennaio 1362 Pietro il Cerimonioso estendeva il privilegio della Frumentaria alla città di Sassari, con facoltà di poter conservare ogni anno 6.000 rasieri di grano nuovo, equivalenti a 18.000 starelli.
Con la Carta del 30 ottobre 1518 la città vedrà riconfermato il diritto di poter ammassare sino ad
un tetto massimo annuale di 4.000 rasieri, equivalenti a 12.000 starelli.
Sassari è l’unica delle città sarde che godono del privilegio dell’encierro ad intraprendere la costruzione di un magazzino da destinare all’ammasso cerealicolo. Tra cedimenti strutturali e riparazioni la Frumentaria mantenne nel tempo, sino al 1833, la funzione di magazzino destinato all’ammasso civico.
Oggi la Frumentaria rappresenta l’unica testimonianza superstite degli interventi pubblici apportati nell’area di Porta Macello nella stagione di grandi mutazioni urbanistiche vissuta dalla città tra il XVI ed il XVII secolo.

Non a caso l’insediamento della Frumentaria interessa quest’area: si tratta del settore cittadino che, proprio in virtù di una serie di investimenti per infrastrutture pubbliche tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, accentuerà la sua funzione di area di servizi con la presenza del nuovo Macello, della Pescheria e della Casa del Peso, dove si misurava il grano che veniva avviato ai mulini e la farina che rientrava in città.



GLI SPAZI ESPOSITIVI

Il palazzo fu edificato da maestranze localiindueriprese:trail1597eil 1598 fu costruito il primo corpo e tra il 1607
e il 1608 il secondo. La struttura è costituita da due stabili fra loro similari, sia per le dimensioni che per la pianta rettangolare, strutturati su due piani
non comunicanti che presentano una differente impostazione degli spazi. Il piano inferiore è caratterizzato da tre vasti saloni a pianta rettangolare coperti da 

basse volte a botte, fra loro comunicanti,
ai quali si accede attraverso quattro porte aperte nel prospetto frontale. Nell’attigua via delle Muraglie una rampa di scale consente di accedere al salone del piano superiore, il quale presenta un soffitto ligneo sorretto da grandi arconi a tutto sesto che lo rendono più luminoso ed arieggiato, grazie anche agli ampi finestroni rettangolari aperti sulla facciata e sui fianchi dell’edificio. Dal 1833 l’edificio non venne più utilizzato quale magazzino per

il grano e assunse di volta in volta diverse funzioni, pur continuando ad essere per i sassaresi un luogo rappresentativo dello spiritopubblicocittadino. Aseguitodel recupero, conclusosi nel 2000, il palazzo è stato dotato di due sale espositive di circa 500 mq e ospita ogni anno mostre legate sia alla tradizione dell’arte figurativa sarda, sia al mondo artistico internazionale.

Il piano inferiore offre spazi adeguati anche all’attività laboratoriale e didattica del Museo della Città.

Fonte: comune.sassari.it


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