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Palazzo Ducale Verificato

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Palazzo Ducale oltre a rappresentare il simbolo del potere del ducato dei Caracciolo sulla città è soprattutto la metafora della svolta culturale e artistica della città, che passa dall’arte medievale per approdare a quella barocca. Fu innalzato da Petracone V Caracciolo nel 1668 sul sito dove sorgeva l’antico castello medievale costruito nel 1388 da Raimondo Orsini del Balzo, principe di Taranto e conte di Lecce e di Martina.

Il progetto del palazzo fu firmato da un architetto bergamasco, Giovanni Andrea Carducci, residente a Martina da tempo, e avvallato dal celebre Gianlorenzo Bernini, allora soprintendente del Regno di Napoli, quindi incaricato di visionare tutti i progetti. La facciata si presenta in uno stile tardo-manieristico, infatti, è perfettamente scandita da elementi verticali e orizzontali che riecheggiano i grandiosi disegni dei palazzi romani.
La balconata centrale è sorretta da robusti modiglioni fregiati da mascheroni apotropaici dallo sguardo beffardo. Lo stesso elemento decorativo è riproposto anche in legno sul portone di ingresso. Come si può osservare, la facciata è interamente percorsa da una balconata spanciata in ferro battuto, prodotta dall’artigianato locale del Settecento, che gira alle estremità. Il piano della balconata coincide con la Galleria le cui sale furono affrescate ad arte da Domenico Carella nella II metà del XVIII secolo.

 

 

Il progetto originario, ispirandosi alle fastose regge seicentesche, prevedeva un impianto ad U; ossia la facciata con l’ala orientale e occidentale, e un lato completamente aperto verso il contado con giardini e fontane. In realtà l’opera fu lasciata incompleta in quanto molto ambiziosa e costosa e perciò fu portata a termine con diverse manomissioni dai successori di Petracone V. Quest’ultimo, infatti, fu in grado di completare solo gli appartamenti terranei e quelli dell’ammezzato dell’ala frontale, chiudendo il cantiere intorno al 1700 con la realizzazione della grande ringhiera in ferro battuto. I lavori di completamento della Galleria furono ripresi nella seconda metà del Settecento da Francesco III Caracciolo (a distanza di due generazioni), che nel 1773 realizzò anche l’ala orientale, come riporta un cartiglio sulla balconata laterale (affaccio via Barnaba) in stile barocco, sorretta da modiglioni scultorei molto ricercati.

L’ala occidentale fu realizzata nell’Ottocento e infine nel Novecento fu realizzata l’ala di chiusura del cortile. Queste divergenze stilistiche emergono nettamente affacciandosi nell’atrio e osservando i quattro differenti prospetti interni. Agli inizi del Novecento i duchi Caracciolo-De Sangro avviarono la vendita del palazzo con tutti i suoi accessori, e fu così che nel 1928 buona parte del Palazzo Ducale divenne sede del Palazzo di Città e i restanti locali acquistati da facoltosi cittadini. Attualmente Palazzo Ducale è occupato dagli uffici comunali, dal tribunale, dalla biblioteca comunale “Isidoro Chirulli” e dal centro artistico musicale “Paolo Grassi” che ogni anno in estate, dal 1974 organizza il Festival della Valle d’Itria, uno dei Festival più apprezzati di musica lirica a livello internazionale.

Fonte: comunemartinafranca.gov.it / wikipedia.org

 

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